Skip to main content Scroll Top

Scale verticali permanenti (come da D.L. 159/2025)

Nei cantieri e nei lavori edili, l’accesso in quota (coperture, impianti, vani tecnici, silos, torrini, scale fisse su strutture) è una fase critica perché espone al rischio di caduta dall’alto.

Con la conversione del D.L. 31 ottobre 2025, n. 159 (Legge 29 dicembre 2025, n. 198) è stata aggiornata la disciplina delle scale verticali permanenti, intervenendo sull’art. 113 del D.Lgs. 81/2008.​

A chi si applica (focus cantieri)

Le indicazioni riguardano le scale verticali permanenti:
di altezza superiore a 5 metri;
con inclinazione superiore a 75 gradi;
fissate a un supporto e utilizzate come mezzo di accesso.​

In ambito edilizia/cantieri, il punto chiave è capire se la scala è effettivamente “mezzo di accesso” a un’area di lavoro o a una zona da ispezionare/manutenere (ad esempio accesso a copertura o piattaforma tecnica).

Cosa prevede oggi la norma (formulazione aggiornata nel tempo)

Per le scale che rientrano nei requisiti sopra, la norma prevede che devono essere provviste, in alternativa e in base alla valutazione del rischio, di:
un sistema di protezione individuale contro le cadute dall’alto (richiamo all’art. 115 del D.Lgs. 81/2008); oppure
una gabbia di sicurezza.​

Queste disposizioni, per le scale installate entro il 31 ottobre 2025, sono già efficaci dal 1 febbraio 2026 (quindi oggi vanno trattate come requisito vigente, non come scadenza futura).​

Requisiti tecnici da verificare in cantiere

Oltre alla scelta “gabbia vs DPI”, il testo definisce anche verifiche dimensionali che, in pratica, incidono su conformità e sicurezza d’uso:
pioli distanti almeno 15 cm dalla parete;
se presente la gabbia: maglie/aperture tali da impedire la caduta verso l’esterno;
distanza della parete opposta della gabbia dai pioli: non oltre 60 cm.​

Impatto pratico su PSC/POS e gestione accessi

In chiave cantieristica, l’aggiornamento è utile per allineare:
scelte di accesso e protezioni previste nel PSC (quando pertinente);
procedure e istruzioni nel POS dell’impresa (soprattutto per attività su coperture/impianti);
gestione DPI e addestramento all’uso dei sistemi anticaduta quando si opta per la protezione individuale.​

(Integrazione) Impatto su DVR: perché va aggiornato

Nel cantiere, la gestione della sicurezza “regge” solo se le scelte tecniche diventano anche scelte documentate: il DVR (e, quando applicabile, le valutazioni/procedure aziendali collegate) deve riportare che per le scale verticali permanenti rientranti nei requisiti si è effettuata la valutazione del rischio e si è adottata una soluzione coerente tra gabbia o sistema DPI anticaduta richiamato dall’art. 115.​
Integrare il DVR (anche con un addendum mirato) è utile per tracciare censimento, criteri di scelta, procedure di accesso, responsabilità e informazione/addestramento, rendendo verificabile la conformità rispetto a quanto previsto dall’art. 113 aggiornato.​

Cosa fare subito (checklist edilizia)

Censire le scale verticali fisse usate per accesso in quota (altezza, inclinazione, uso reale, data installazione).​
Verificare se è presente una soluzione coerente: gabbia oppure sistema anticaduta legato a DPI.​
Controllare le quote (15 cm pioli/parete; gabbia con requisiti; 60 cm max parete opposta).​
Aggiornare procedure e documentazione di cantiere (inclusa consegna informazioni agli operatori che accedono).​

Se stai gestendo un cantiere o un intervento su copertura e hai scale fisse per l’accesso, possiamo fare un audit rapido: verifica requisiti, scelta soluzione (gabbia o DPI), e indicazioni operative da integrare nella gestione di cantiere.​