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Pest control: nel food è HACCP. Negli altri settori è (spesso) DVR. E la stagione turistica non aspetta.

Per bar e ristoranti il pest control è un requisito HACCP. Per molte altre aziende è un rischio da valutare e gestire nel DVR. Ecco come impostarlo in modo semplice e tracciabile.


La stagione turistica riparte sempre allo stesso modo:

serrande che si alzano, tavoli che tornano pieni, personale nuovo da formare e ritmi che cambiano in pochi giorni.
In quel momento, la differenza non la fa “la fortuna”. La fa un sistema: quello che hai già messo in ordine prima.

E tra le cose che tornano puntuali, c’è un tema che molti scoprono solo quando diventa urgente: pest control.

Nel food non è “una buona idea”: è requisito igienico (Reg. 852/2004) + piano HACCP

Per ristoranti, bar, locali aperti al pubblico e, in generale, per chi opera nel settore alimentare, il controllo degli infestanti non è una scelta di stile: rientra nei requisiti igienici previsti dal Reg. (CE) 852/2004 (Allegato II).​
In particolare, l’Allegato II (Capitolo IX) richiede procedure adeguate per controllare gli animali infestanti e impedirne l’accesso ai luoghi pertinenti.​

Tradotto: se lavori con gli alimenti, non ti serve “fare di più”. Ti serve fare bene quello che è richiesto: prevenire, monitorare, registrare, correggere.​

Non sei un ristorante? Allora entra in gioco il DVR (quando il rischio è presente)

Qui arriva la parte più interessante (e più trasversale).

Se non operi nel settore alimentare, non è detto che tu “ricada” nell’HACCP. Però la logica resta la stessa: prevenzione e misure concrete quando il rischio è presente.

E gli infestanti, in molte realtà, sono proprio questo: un rischio che può emergere da condizioni molto comuni:

  • Magazzini e stoccaggi (anche solo imballi e cartoni).
  • Aree rifiuti e conferimenti.
  • Spogliatoi, mense, aree comuni.
  • Ambienti umidi o poco presidiati in bassa stagione.

Il punto non è “avere paura”. Il punto è vederlo prima e metterlo in un piano.

Pest control = gestione del rischio (non solo intervento “quando succede”)

Quando un’azienda tratta il pest control come emergenza, paga due volte: in tempo e in stress.

Quando lo tratta come gestione del rischio, ottiene tre vantaggi molto concreti:

  • Continuità operativa (meno stop, meno sorprese).
  • Maggiore controllo documentale (utile in verifiche, audit e controlli).
  • Più chiarezza interna (chi fa cosa, quando, e con quali registrazioni).

Un riferimento tecnico utile (volontario): UNI 11956

Se vuoi un riferimento tecnico che aiuti a ragionare “per requisiti”, UNI ha pubblicato la UNI 11956 sul pest management sostenibile.​
La UNI 11956 (norma tecnica volontaria) definisce requisiti per l’erogazione di questi servizi applicabili alle organizzazioni del settore e alla catena di fornitura.​

La domanda giusta

Non è: “Abbiamo il pest control?”
È: “Lo abbiamo gestito come un rischio, oppure lo stiamo solo rincorrendo?”

Se sei nel food, vuol dire verificare che le procedure siano complete e applicate: controlli, registrazioni, azioni correttive.​

Se sei in altri settori, vuol dire capire se nel tuo DVR hai intercettato correttamente condizioni e misure, e se hai formato le persone sulle buone pratiche quotidiane (ordine, pulizia, gestione rifiuti, segnalazioni).