C’è una domanda semplice che oggi ogni società sportiva dovrebbe farsi: quanto è “protetto” l’ambiente in cui si allenano e crescono le persone?
Perché il MOG Sportivo non nasce per riempire un cassetto: nasce per creare regole chiare, responsabilità chiare e canali chiari quando qualcosa non va.
Cos’è il MOG Sportivo (detto senza tecnicismi)
Il “Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva” è un insieme di misure, procedure e regole per prevenire e contrastare abusi, molestie, violenza di genere e discriminazioni, con particolare attenzione ai minori.
È collegato al quadro introdotto dall’articolo 16 del D.Lgs. 39/2021, che attribuisce a Federazioni/DSA/EPS (sentito il CONI) la redazione delle linee guida, e chiede poi ad associazioni e società sportive di adottare modelli e codici coerenti con quelle linee guida.
Codice di condotta: il “come ci comportiamo qui”
Dentro questa logica, il Codice di condotta è il patto pratico: cosa è accettabile e cosa no, per dirigenti, tecnici, atleti, volontari e chiunque viva la società.
Quando il codice è scritto bene, non è un elenco di divieti: è una bussola che riduce ambiguità, discussioni e “zone grigie”.
Il punto non è “avere un documento”. È farlo vivere.
Qui entra il tema che conosci bene: la comunicazione.
Un modello vale quando è capito, ricordato e applicato: per questo, l’approccio “MOG-S semplificato” (che usiamo nella comunicazione del D.Lgs. 81/08) diventa utilissimo anche nello sport: pochi messaggi, chiari, ripetibili, attaccabili ai comportamenti quotidiani.
Tradotto: non serve una società perfetta. Serve una società che sa cosa fare prima, durante e dopo un evento critico.
Cosa deve contenere (in concreto) un MOG Sportivo ben fatto
Il Dipartimento per lo Sport mette a disposizione un fac-simile di “Modello organizzativo e di controllo safeguarding” che aiuta a capire la struttura tipica del documento (premessa, finalità, principi, tutela minori, responsabile, dovere di segnalazione, misure disciplinari, diffusione e attuazione).
Dentro quella struttura, ci sono tre pilastri che fanno la differenza nella vita reale:
- Regole chiare: principi e condotte rilevanti (abuso psicologico/fisico, molestie, discriminazioni, bullismo/cyberbullismo, ecc.).
- Responsabilità chiare: figura del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Safeguarding), con compiti e requisiti definiti nel modello.
- Canali chiari: modalità di segnalazione (es. email dedicata, canale scritto, contatto diretto), gestione riservata e tutela di chi segnala in buona fede.
Perché è una tutela anche per la società (non solo per gli atleti)
Quando esistono procedure e ruoli, la società non “improvvisa”.
E quando non improvvisi, riduci i rischi: reputazionali, organizzativi, disciplinari e, soprattutto, umani.
Da dove partire
Se vuoi muoverti bene, l’ordine giusto è questo:
- Verifica quale Organismo sportivo ti guida (FSN/DSA/EPS) e quali linee guida/regolamenti richiede.
- Adotta MOG + Codice di condotta coerenti con quelle linee guida (niente copia-incolla “cieco”).
- Nomina il responsabile e attiva canali di segnalazione reali (non “finti”).
- Comunica il modello in modo comprensibile: qui entra la logica “MOG-S semplificato”, cioè regole in linguaggio umano, che le persone possano applicare davvero.
Nota normativa
Il quadro è disciplinato dal D.Lgs. 39/2021 (testo vigente su Normattiva) e dalle disposizioni integrative/correttive del D.Lgs. 120/2023 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 04/09/2023, in vigore dal 05/09/2023).
Se gestisci una ASD/SSD e vuoi capire da quali linee guida devi partire (in base a Federazione/DSA/EPS) e come tradurle in un MOG Sportivo chiaro e applicabile
Noi di Servizio Protetto lavoriamo perché le regole non restino “in PDF”: diventano comportamenti.

