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Formazione sulla sicurezza: è davvero efficace o solo burocrazia?

Rendi la formazione sulla sicurezza efficace: da corsi teorici a pratiche sul campo

La formazione non è solo un obbligo burocratico: è lo strumento fondamentale per ridurre infortuni e migliorare la produttività.

La buona notizia? La maggior parte degli incidenti legati a formazione inefficace è evitabile se si applica una formazione reale, dalla teoria alla pratica sul campo.

Noi di Servizio Protetto ti aiutiamo a trasformare la sicurezza da obbligo burocratico a investimento strategico per la tua azienda.


Cosa dice la norma: obblighi per la formazione sulla sicurezza

Il D. Lg s. 81/2008 (art. 36, 37), l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (entrato in vigore il 24 maggio 2025) e il DL 159/2025 (entrato in vigore il 31 ottobre 2025) stabiliscono gli obblighi. Per la formazione sulla sicurezza viene indicato cosa è richiesto.

L’art. 36 DL 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro deve fornire formazione adeguata ai lavoratori sui rischi specifici, sulle misure di prevenzione, sui DPI e sulle procedure di emergenza.

L’art. 37 DL 81/2008 stabilisce che la formazione deve essere contestuale all’assunzione, prima che il lavoratore inizi le attività. Deve essere adeguata al rischio e aggiornata periodicamente.

L’Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 (entrato in vigore 24 maggio 2025) definisce i moduli formativi (generale + specifico). Stabilisce le durate minime differenziate per livello di rischio (basso, medio, alto) e ribadisce la verifica dell’apprendimento obbligatoria. Indica i soggetti formatori accreditati e lo stop alle false attestazioni.

Il DL 159/2025 è entrato in vigore il 31 ottobre 2025 e è stato pubblicato in GU n. 254. Ha introdotto novità sulla formazione, tra cui la formazione neoassunti ribadita all’atto dell’assunzione, l’aggiornamento dei preposti che diventa biennale con un periodo transitorio di 12 mesi per chi ha corso > 2 anni, e 16 ore minime di formazione per datori di lavoro RSPP.

In pratica: il datore di lavoro deve garantire che la formazione sia adeguata, contestuale all’assunzione, aggiornata periodicamente, con verifica dell’apprendimento obbligatoria, e effettuata da soggetti formatori accreditati.


Cosa significa in pratica: il problema della formazione “scatola vuota”

La formazione “scatola vuota” consiste in teoria priva di pratica e senza verifica apprendimento. Può provocare infortuni per mancata applicazione delle procedure di sicurezza. Inoltre può causare fermo produzione, con perdita di tempo e di guadagni, quando l’infortunio ferma l’azienda. Può generare sanzioni amministrative se la formazione non è documentata, non è contestuale all’assunzione o non prevede verifica apprendimento. Si verifica una scarsa cultura della sicurezza, quando i lavoratori vedono la formazione come un obbligo burocratico e non interiorizzano i valori di sicurezza.

La formazione inefficace è una delle cause principali di incidenti in azienda.


Focus: la formazione che funziona non si improvvisa

La formazione che funziona davvero non si improvvisa. Serve un approccio strutturato: formazione dalla teoria alla pratica sul campo, verifica dell’apprendimento obbligatoria, documentazione corretta.

E questo vale sia per le aziende che si riconoscono subito nel tema (produzione, logistica, cantieri), sia per quelle che pensano di esserne fuori. Perché la prima azione corretta non è “organizzare un corso”, ma verificare che la formazione funziona.


3 regole pratiche per riconoscere e fare formazione efficace

1. Dalla teoria al campo: formazione pratica, non solo teorica

La formazione deve essere:

  • Teorica (concetti, norme, rischi) + Pratica (simulazioni, affiancamento, prove reali)
  • Adeguata al rischio specifico (non “corso generico” per tutti)
  • In contesto reale (sul posto di lavoro, con attrezzature reali, non solo in aula)

I lavoratori devono applicare la formazione, non solo ascoltare.

2. Verifica dell’apprendimento: test pratico, non solo presenza.

Dopo la formazione, devi verificare:

  • Test teorico (domande sui concetti)
  • Test pratico (simulazione su posto di lavoro, uso attrezzature reali)
  • Reazione del lavoratore (risponde correttamente a domande su situazioni reali?)

La verifica deve essere documentata (firme, test, registri).

3. Documentazione: registro formazione

Ogni azienda deve avere:

  • Attestato di formazione (con data, durata, contenuti, firma)
  • Registro formazione (con date corsi, partecipanti, verifiche)
  • Documentazione disponibile per controlli (INL, RSPP, clienti)

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