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PEE: il piano di emergenza ed evacuazione non è solo un documento, è una procedura che funziona in emergenza

Introduzione: il mito del “documento da archivio”

Molte aziende trattano il PEE (Piano di Emergenza ed Evacuazione) come un documento da archivio: creato per obbligo, stampato, messo in un cassetto e dimenticato.

In realtà, il PEE è molto altro: è la procedura operativa che definisce cosa fare, chi fa cosa e come si evacuano i locali in caso di emergenza grave e immediata (incendio, fuga di gas, blackout, crollo, allagamento, terremoto, ecc.).

Nella stagione turistica, soprattutto nel mondo HORECA (hotel, ristorazione, pubblici esercizi), il PEE diventa ancora più cruciale:

  • affluenza alta,
  • personale variabile (stagisti),
  • cambi di layout,
  • rischi di confusione in emergenza.

Un piano di emergenza che funziona sul campo è un vantaggio competitivo: proteggi le persone, l’immagine e la continuità aziendale.

Cosa dice la norma: obbligo e struttura del PEE

Il PEE è obbligatorio per:

  • luoghi di lavoro con almeno 10 lavoratori;
  • ambienti aperti al pubblico con oltre 50 persone contemporaneamente;
  • aziende soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (allegato I del DPR 151/2011).

Le basi normative sono:

  • Art. 43 del D.Lgs. 81/08 – obbligo di disposizioni per emergenza ed evacuazione;
  • DM 2 settembre 2021, allegato II – struttura e contenuti del piano di emergenza;
  • DPR 151/2011 – attività soggette controlli Vigili del Fuoco.

Per le aziende che non rientrano nei tre casi sopra (es. piccoli uffici con <10 lavoratori, non aperti al pubblico, non soggette Vigili del Fuoco):

  • Non sono obbligate a redigere un PEE formale;
  • Non sono obbligate a fare la prova di evacuazione annuale documentata.

Tuttavia, per tutte le aziende:

  • il datore di lavoro deve indicare nel DVR le misure gestionali per l’emergenza;
  • deve adottare le misure necessarie per consentire l’abbandono in sicurezza del posto di lavoro in caso di pericolo.

Solo per le aziende che devono redigere il PEE (≥10 lavoratori, >50 persone contemporaneamente, attività soggette Vigili del Fuoco) è obbligatorio organizzare una prova di evacuazione annuale documentata con verbale sottoscritto e datato.

Cosa significa in pratica per l’imprenditore HORECA

Per un imprenditore di hotel, ristorante, bar o locale aperto al pubblico, il PEE significa:

  1. Definire procedure chiare
  2. Cosa fare in caso di incendio, fuga di gas, blackout, allagamento, terremoto.
  3. Sapere chi fa cosa
    • Chi chiama i Vigili del Fuoco;
    • Chi guida l’evacuazione;
    • Chi assiste persone con esigenze speciali (disabili, donne in gravidanza).
  4. Organizzare l’evacuazione
    • Vie di esodo ben identificata;
    • Planimetrie con vie di uscita, compartimentazioni antincendio, sistemi di sicurezza;
    • Divieto di utilizzo degli ascensori durante l’evacuazione.
  5. Formare il personale
    • Stagisti e nuovi dipendenti devono conoscere il PEE;
    • Addetti antincendio e primo soccorso devono essere a conoscenza delle procedure.
  6. Testare il piano con prove di evacuazione
    • Prova annuale documentata (se obbligatorio PEE);
    • Verifica se le procedure funzionano davvero o se ci sono problemi (vie bloccate, segnali non visibili, confusione).

In stagione, con tanta gente e personale variabile, un PEE che funziona sul campo salva tempo e vite.

Focus DVR: come il PEE si integra con il Documento di Valutazione dei Rischi

Il DVR e il PEE hanno funzioni diverse, ma complementari:

  • DVR:
    • Valuta i rischi;
    • Definisce misure preventive e protettive;
    • È il “piano di prevenzione”.
  • PEE:
    • Organizza la risposta nell’emergenza;
    • Definisce procedure di evacuazione;
    • È il “piano di intervento”.

Il PEE integra il DVR: non sostituisce la valutazione dei rischi, ma definisce come si agisce quando il rischio si manifesta.

Nel DVR devi indicare:

  • le misure per gestire l’emergenza;
  • il personale incaricato;
  • la programmazione delle prove di evacuazione (se obbligatorio).

Nel PEE devi definire:

  • le procedure operative;
  • le planimetrie;
  • i nominativi del personale incaricato;
  • le modalità di allarme e contatto con i Vigili del Fuoco.

Checklist operativa: il tuo PEE è solo un documento o è una procedura viva?

Per verificare se il tuo PEE è operativo, controlla:

  • ✅ Il PEE è aggiornato rispetto a:
    • organizzazione,
    • layout,
    • processi,
    • rischi,
    • personale chiave?
  • ✅ Hai fatto una prova di evacuazione annuale (se obbligatorio) e l’hai documentata con verbale sottoscritto e datato?
  • ✅ Il personale è formato e conosce il PEE (stagisti, nuovi dipendenti, addetti antincendio)?
  • ✅ Le planimetrie sono esposte e mostrano:
    • vie di esodo,
    • compartimentazioni antincendio,
    • sistemi di sicurezza e dispositivi antincendio,
    • interruttori generali, valvole di intercettazione?
  • ✅ I nominativi del personale incaricato (antincendio, emergenza) sono chiari e aggiornati?
  • ✅ È chiaro il divieto di utilizzo degli ascensori durante l’evacuazione (salvo ascensori specifici)?
  • ✅ Hai definito le modalità di allarme e contatto con i Vigili del Fuoco?
  • ✅ Hai previsto l’assistenza a persone con esigenze speciali (disabili, donne in gravidanza)?

Se anche solo una di queste domande ti lascia perplesso, è il momento di verificare e aggiornare il tuo PEE.

Servizio Protetto ti affianca nella redazione, aggiornamento e testing del Piano di Emergenza ed Evacuazione, con un approccio pratico e orientato al campo, non solo alla carta.

Contattaci per verificare se il tuo PEE è aggiornato e operativo in stagione.

Nel tua azienda il PEE è solo un documento o è una procedura che funziona davvero in emergenza?

Rifletti su questo: se arriva un’emergenza vera, il tuo personale sa già cosa fare, chi chiama i Vigili del Fuoco e come si evacuano i locali, oppure c’è confusione?

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